Acquistare un biotrituratore: come orientarsi in fase di scelta
di Redazione
05/05/2023
Le specifiche tecniche a cui stare attenti
Quando si sceglie un biotrituratore, ci sono alcuni aspetti su cui bisognerebbe porre la massima attenzione. Prima di tutto, il grado di rumorosità, che dovrebbe variare tra un minimo di 85 e un massimo di 105 dB. Poi, serve verificare la presenza di un recipiente, che serve proprio ad effettuare il recupero del materiale che è stato triturato, che deve avere delle dimensioni proporzionate per poter svolgere una simile operazione. Importante anche dare un’occhiata alla tramoggia di carico, che deve essere a sufficienza grande e capiente. Attenzione pure al peso, meglio optare per un modello leggero per renderne più semplice lo spostamento, ma anche alla forma. In quest’ultimo caso, molto meglio optare per un modello compatto, meno ingombrante durante l’uso, e nel caso dotato di una tramoggia che si può rimuovere all’occorrenza.La tramoggia e il peso
In poche parole, il biotrituratore è caratterizzato dalla presenza di una particolare tramoggia di carico. Sul fondo di quest’ultima è presente il meccanismo di triturazione che va proprio a svolgere l’attività di triturazione dei vari residui e scarti vegetali. In base al tipo di propulsore installato, questi macchinari possono suddividere in biotrituratori con motore elettrico e con motore a scoppio. Per poter individuare la soluzione giusta, serve considerare prima di tutto le dimensioni del proprio spazio verde. Il peso è un aspetto preponderante in fase di scelta. Basti pensare come un biotrituratore che viene considerato leggero, che ha un peso intorno ai 15 chili, in realtà non è affatto pratico da gestire e trasportare. Non c’è dubbio che più aumenta la potenza del biotrituratore e maggiore sarà anche il suo peso. Se siete indecisi, la cosa migliore da fare è quella di optare sempre per un modello dotato di apposite ruote. Un’altra componente fondamentale è sicuramente la tramoggia. Si tratta di un condotto che si trova nella zona più in alto del biotrituratore, mediante il quale c’è la possibilità di inserire i vari rami.Il tipo di motore
Come detto, ci sono due categorie principali di biotrituratori sul mercato. Si tratta dei modelli elettrici, che possono contare su un’alimentazione via cavo alla corrente elettrico e sono la soluzione ideale per svolgere l’attività di manutenzione degli spazi verdi fino al massimo 500 metri quadri. I modelli dotati di motore a scoppio, invece, necessitano di un’alimentazione con un carburante e si consigliano quando il giardino supera i 500 metri quadri.Il sistema di triturazione
Ciascun biotrituratore si caratterizza per avere un sistema di taglio differente. È chiaro che la scelta varia in base alle proprie esigenze. Sono ben quattro le principali tipologie di sistemi di triturazione: si tratta del sistema a rullo, del sistema a vite senza fine, del sistema a turbina e del sistema a lame con disco portalame.Articolo Precedente
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