Lo sfruttamento degli spazi, Ragionare in tre dimensioni

Nella comune considerazione degli spazi, le dimensioni sono tre ma curiosamente nella case se ne considerano, di fatto, praticamente soltanto due; tutto assume un aspetto piuttosto piano, l’arredamento si sviluppa sulla superficie dei locali, l’unico sviluppo sulla terza dimensione è rappresentata essenzialmente dalle librerie e dagli armadi, al massimo qualche scaffale di servizio.

Perché non si considera l’altezza, la terza dimensione per razionalizzare gli spazi e giungere ad un utilizzo pieno dello spazio che è fatto di volume e non solo di larghezza e profondità? Semplicemente perché il nostro cervello, pur avendo la capacità di ragionare su tre dimensioni, per pigrizia trova molto più semplice e comodo considerarne solo due.

Pensa un po’ a quando andavi a scuola e studiavi geometria: fino a quando si parlava di figure piane come quadrati, triangoli, rettangoli eccetera, tutto bene ma quando si è cominciato a parlare di rotazione di figure piano a formare solidi, la cosa si è complicata parecchio; questo perché si è introdotta la terza dimensione, invece che bidimensionale la geometria tridimensionale porta a sforzi mentali per immaginare la figura a tre dimensioni e razionalizzarla.

Così, anche nelle case c’è poca abitudine a ragionare sull’utilizzo dello spazio con uno sfruttamento dell’altezza. Se vogliamo andare a vedere, un grande contributo a questo arriva dalla Svezia, dalla nota catena di arredamento in scatola di montaggio, l’IKEA, che ha imparato che gli spazi nelle case anche piccole, soprattutto queste, devono essere sfruttati in altezza per ottenere il massimo rendimento nel minimo spazio. Un altro esempio è rappresentato dai Camper, in cui gli spazi sono estremamente limitati e in questo tutto deve trovare il suo posto anche con soluzioni innovative. Nei Camper spesso si trovano letti basculanti, fissati in alto in ordine di marcia e riportati verso il basso quando si è fermi, per dormire di notte e farsi un riposino durante il giorno, letti a scomparsa, di fatto.

I Letti a soppalco

Ricordo quando ero bambino che abitavo in una antico palazzo nella zona semicentrale di Torino e di quella casa, assolutamente legata ai miei ricordi di infanzia, ho ancora un vivido ricordo dei soffitti a volta molto alti, tanto che anche con una comune scaletta mio padre faticava ad arrivare al culmine della volta. Non mancava lo spazio, stavamo tutti comodi su una disposizione comune bidimensionale ma quei soffitti così alti, già nella mia testa di bambino, facevano sorgere la domanda del perché di tutto quello spazio verticale inutilizzato.

Probabilmente solo la mancanza di una specifica esigenza ha fatto sì che i miei genitori non abbiano pensato allo sfruttamento verticale di quel grande ambiente ma oggi mi rendo conto che sarebbe stato semplice e utile soppalcare e ricavare spazi per studiare, per dormire, volendo, usando in maniera più razionale lo spazio. Mi sarebbe piaciuto avere un tavolo da ping pong ma non l’ho mai avuto. Mi domando: ma se avessimo soppalcato il locale, spostando nel soppalco il letto e magari anche un tavolino con la sedia per lo studio, certamente si sarebbe potuto ricavare un adeguato spazio per il ping pong di cui ero appassionato.

Dunque, perché non ragionare su un letto soppalcato che poi non necessita nemmeno di tutta quell’altezza, in fondo. Si trovano numerose soluzioni di soppalchi in cui posizionare un letto, soluzioni pratiche e romantiche: molte ragazze guardano meno alla praticità ma trovano irresistibile il fascino del piccolo locale soppalcato. Perché non cerchi le tante soluzioni di Design in questo senso? Con un investimento davvero piccolo moltiplichi lo spazio…e il successo con le ragazze, garantito.

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