Suono e progetto, musica e design, un territorio ancora in parte da esplorare in cui si muovono figure professionali a metà strada tra tecnici e ingegneri del suono o musicisti-artisti che collaborano con grafici ed esperti in animazione e video.
Per il lancio del sistema operativo Windows 95, Microsoft, a completamento del progetto di interfaccia grafica del prodotto chiedeva al musicista Brian Eno, star della “musica d’ambiente”, di comporre le poche note di avvio del programma. L’invenzione del motivo è in questo caso strettamente correlata al disegno complessivo dell’opera e l’esempio riassume bene quello che un sound designer potrebbe fare.
Il progetto che ne risulta può essere un cd rom, la sonorizzazione di un evento o di un ambiente, l’ideazione di un “logo sonoro” e non ultimo la creazione di suoni per il web.
L’interesse per questi aspetti muove dalla diffusione sempre più capillare della musica negli ultimi anni e soprattutto dal suo impiego come forma di comunicazione, che pertanto va progettata per raggiungere al pieno la sua efficacia tanto che l’argomento sta diventando materia di studio nelle scuole di design.
Parallelamente cresce nell’ultimo periodo l’interesse progettuale per le apparecchiature di diffusione acustica, che si accompagna all’esplosione dei nuovi apparecchi di raccolta dei file audio, la cui icona rimane l’Ipod, e per i quali si sono studiati appositi sistemi di amplificazione in modo da permetterne l’uso anche tra le pareti domestiche.
Prodotti nuovi che coniugano la funzionalità dei vecchi woofer a funzioni aggiuntive e rinnovato interesse per una nuova estetica del tecnologico, dove a cambiare, anzitutto, sono state le abitudini. Ascoltiamo la musica con il pc di casa mentre lavoriamo così le casse acustiche per il computer si trasformano in accessori evoluti con un’estetica accattivante, come è stato per il sistema audio Creature II di Jbl, lanciato insieme al computer Apple, che ha dato origine ad una serie di variazioni sul tema.
Le casse acustiche per apparecchi hi fi da collocare negli ambienti si ergono come totem scultorei, autentiche macchine del suono: si veda il progetto BeoLab5 di Bang&Olufsen, disegnate da David Lewis, frutto di anni di ricerche sull’acustica o i diffusori, in serie limitata, Dogma di ClaraVox, dello studio DFGdesign che utilizzano un cabinet in fibra di carbonio e fibra di vetro.
Il suono si diffonde in casa anche grazie ai sistemi come il recente progetto Music Tap di Pioneer che tramite una tecnologia completamente nuova rende possibile far fluire la musica attraverso i cavi dell’impianto elettrico di casa, sulla suggestione di una “musica come arredamento invisibile”; fino ad arrivare a ricerche più estreme come quelle della nipponica Lets’ go Corp che studia la possibilità di usare come diffusori addirittura le piante in vaso o della britannica Nxt che ha sviluppato un sistema per usare un monitor come cassa, tecnologia applicabile anche ai display dei cellulari.
Nuovi archetipi formali nella sperimentazione del gruppo svedese Front Design dove il diffusore diventa un vaso di vetro, tra design hi tech e artigianato; all’ultimo Salone il progetto speakerModal del designer giapponese Kunihiro Tsuji, tra i pochi designer di sound space al mondo, presenta l’innovazione dell’apertura verso l’alto della cassa che permette una diffusione libera del suono nell’ambiente senza ostacoli.
E tra le installazioni più ammirate quella del gruppo svizzero Atelier Oï: A Composition for cordsun allestimento di sedute e grandi lampade realizzate con speciali corde irrigidite che possono essere “suonate” creando un ambiente auditivo.
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