“Tutto ciò che è bello è utile perché la categoria del bello contiene in se anche quella dell’utile”.
Con questa frase di Ignazio Gardella si è concluso il terzo incontro de i “Giovedì del Design” dedicato questa settimana a “Pagine di design” in cui gli interpreti della cultura temporanea presentano libri di design.
Protagonista dell’incontro di giovedì 26 ottobre Vanni Pasca, architetto, storico del design, Presidente del Corso di laurea in Design e coordinatore del Dottorato di ricerca in Disegno Industriale a Palermo.
Tema delI’incontro: Ignazio Gardella e il design.
E’ stata l’occasione per descrivere e raccontare il ruolo degli architetti negli anni’50 mettendolo a confronto con quello dei progettisti contemporanei. Gli architetti erano anche designer: in quel periodo si sapeva progettare qualsiasi cosa, aspetto che ha caratterizzato la cultura italiana di quegli anni. Un modello oggi superato in quanto la progettazione architettonica, industriale o quella grafica è sempre più specialistica.
Vanni Pasca, conversando con Alberto Bassi e con il pubblico della serata, ha ricostruito i passaggi piĂą
importanti del percorso di Gardella, un ingegnere figlio di ingegneri che si laurea anche in architettura a Venezia nel ’49. Gli inizi, con il progetto dell’ampliamento di villa Borletti a Milano in un periodo in cui nella città lombarda esiste una classe dirigente di signori che trovano negli architetti moderni la capacità di rappresentare le loro aspirazioni. Sono architetti giovani, figli di famiglie aristocratiche che hanno ansia di modernità , che possono viaggiare e confrontarsi con altre culture.
L’ampliamento di villa Borletti è di tipo neoclassico (il bisnonno di Ignazio era un architetto neoclassico) al quale si sommano interventi più moderni “alla Mies van der Rohe”; l’architetto si occupa del progetto della sola sala espositiva, più di rappresentanza, non potendo lasciare il suo segno nella parte più privata della casa, per indicazioni dello stesso proprietario che, per quegli ambienti, preferiva evidentemente stili più tradizionali.
“Progettare vuol dire avere una mano nel passato ed una nel futuro”, così, secondo Vanni Pasca, il pensiero di Ignazio Gardella; uomo appassionato e molto concentrato sul suo lavoro di progettista, come lo descrive – durante la serata - Valerio Castelli, attraverso aneddoti e storie, memoria del suo personale rapporto con l’architetto.
Tanti gli episodi professionali e privati approfonditi durante l’incontro: Gardella a Francoforte e l’approccio per cui “il mobile presuppone un tipo di alloggio pensato per un tipo di quartiere”; il viaggio, insieme a Giuseppe Pagano, in Svezia, Norvegia e Finlandia, dove incontra, tra gli altri, Alvar Aalto e l’organicismo nordico (forme arrotondate e complesse del legno che ritroviamo in alcuni suoi oggetti). L’amore per la movimentazione degli oggetto che si smontano e si trasformano e il caso Azucena, fondata nel 1947 da Gardella insieme agli amici Caccia Dominioni e all’avvocato Corrado Corradi Dell’Acqua (azienda che produrrà artigianalmente arredi e oggetti di design, uno dei primi casi di azienda editore).
Gli oggetti disegnati da Gardella sono stati descritti da Vanni Pasca nella loro funzione, nell’aspetto formale ed anche in quello tecnico produttivo: la poltrona Digamma del 1957 per Gavina, il Tavolo Rotondo della Kartell (del 1966 con Anna Castelli Ferrieri), la lampada Arenzano e la libreria Lib2 del 1955 per Azucena, il tavolo con piano trasparente con cassetti a vista, quello in legno con serrandina e gli arredi per il negozio ArAr (Architetti Arredatori) showroom progettato dai BBP (BBPR senza Ernesto Rogers), primo tentativo del 1942 in cui gli architetti realizzano una prima serie di collezione di mobili.
Prossimo appuntamento, Giovedì 09 novembre 2006 con l’incontro Giovedì ADI sul tema “Quale museo per il design? La conservazione del design attraverso le collezioni di design e i musei d'impresa” con Francesca Appiani, Museo Alessi; Andrea Cancellato, direttore generale Triennale; Pietro Petraroia, Regione Lombardia; Claudia Donà , Fondazione ADI; moderati da Alberto Bassi.
Link correlati: I giovedì del design in Design Library
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