Diritto d'idea - tutela della proprietĂ  intellettuale

6 Ottobre 2006




di Paolo Tamborrini

Ieri sera con il primo incontro dedicato al “Diritto d’Autore”, Design Library – in collaborazione con OLIVETTI ed il patrocinio dell’ADI - ha inaugurato “I Giovedì del Design”.
Tre tipologie di incontri serali – I giovedì ADI, alla Castiglioni e Pagine di design – pensati per parlare, discutere e stimolare il confronto tra persone di differenti ambiti ma su tematiche ed interessi comuni, tutti inerenti l’industrial design.

Il tema della prima serata, alla quale ha partecipato un folto pubblico di giovani e di appassionati, è stato moderato da Carlo Forcolini, presidente ADI, con i contributi di Carlo Gugliemi, presidente di INDICAM e di FontanaArte, dell’avv. Giovanni Casucci e di Giuseppe Sala presidente del Giurì del design.
La questione della proprietà intellettuale nell'età della globalizazzione è stata da subito chiarita da Carlo Gugliemi sottolineando come il tema della contraffazione non sia un problema esclusivo delle aziende copiate ma di tutti; lo stesso termine indica una “malvagità” dell’azione contro una comunità internazionale. La contraffazione è strettamente legata alla malavita, al riciclaggio di denaro sporco fino agli atti di terrorismo e la gravità del problema si chiarisce se pensiamo che l’Italia è il terzo paese al mondo consumatore di prodotti contraffatti, nonostante esistano leggi e multe per chi vende ma anche per chi compra in modo consapevole o inconsapevole un prodotto copiato.

E’ una questione internazionale che va affrontata in modo globale per evitare che sforzi fatti, ad esempio, dalle nostre Agenzia delle Dogane vadano vanificati semplicemente spostando il luogo di importazione di oggetti contraffatti laddove non esistono leggi o controlli severi.
La contraffazione va combattuta con una legislazione chiara, con l’applicazione della stessa e con l’uso di una serie di strumenti operativi: il coordinamento tra le varie autorità è la chiave di tutto: dogane, Guardia di Finanza, giudici specializzati civili, pubblici ministeri. In Italia, a Roma, Venezia e Napoli, i giudici sono particolarmente sensibili al tema della contraffazione ma in molte altre città il fenomeno è ancora visto con scetticismo e inesperienza. Bisogna conoscere il “diritto” e divulgarlo, ha dichiarato con fermezza l’avvocato Casucci raccontando inoltre l’esperienza del Servizio Informativo sulla Proprietà Industriale ed Intellettuale istituito da Fiera Milano International. In collaborazione con UNESPOS, l’Unione delle Associazioni di Categoria e dei Consorzi Espositori, il servizio, istituito a difesa degli espositori di MACEF ed Expoconfort, ha l’obiettivo di illustrare le legge in materia di contraffazione ed è diventato un punto di riferimento importante per gli espositori tanto che è stato potenziato con l’intervento diretto in fiera di un pool di esperti che, verificata l’esistenza dei requisiti necessari, può decidere di rimuovere forzosamente ed immediatamente i prodotti ritenuti copiati. In questo modo, ha valenza operativa con un di intervento immediato ed una funzione deterrente per chi intende esporre prodotti contraffatti durante la manifestazione, diminuendo fortemente la possibilità di commercializzarli.

In un mondo globalizzato perchè un Codice di Autodisciplina ed un Giurì del Design? Non bastano le regole e le leggi che già troppo numerose (l’Italia ha una produzione legislativa almeno 10 volte maggiore di quella degli altri Stati della Comunità) affliggono i cittadini? A queste domande ha dato risposta l’avvocato Sala, presidente del Giurì del design. La definizione di “Disegno Industriale” data dal Codice di Autodisciplina è diversa e più articolata di quella che la norma legislativa ha stabilito, il Giurì, nato da un accordo tra ADI e Confindustria, ha una composizione multidisciplinare perchè comprende esperti in materia giuridica, esperti della produzione, designer, esperti di problemi di mercato e dei problemi dei consumatori. La pronuncia del Giurì non ha il valore del giudicato della Magistratura ordinaria ma le sue valutazioni sono state considerate, in alcune sentenze, come parere privato che grazie alla credibilità del Giurì stesso è tenuto in seria considerazione come giudizio tecnico di esperti del settore.
Un aspetto importate, ribadito anche da Carlo Forcolini, è l’intento del Codice di Autodisciplina di ottenere un comportamento “etico” per la valorizzazione della figura del designer, per la tutela del consumatore e per la salvaguardia dell’attività del produttore.
Nel dibattico conclusivo, Carlo Guglielmi ha lanciato una doverosa polemica nei confronti del marchio Made in Italy che non identifica piĂą i soli prodotti di qualitĂ  realizzati in Italia, come dovrebbe; spesso viene usato dal marketing per definire lifestyle e viene applicato anche a prodotti copiati.

Prossimo appuntamento in Design Library Giovedì 19 ottobre ore 21.00 con Ico Migliore e Mara Servetto, assistenti storici di Achille Castiglioni che nell’incontro “alla Castiglioni” si racconteranno scegliendo i prodotti emblematici per la storia del design o particolarmente rilevanti per gli sviluppi del loro percorso professionale.







Altri link italiani:

Design Library

ADI - Associazione per il disegno industriale

Il Giurì del design

INDICAM - Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione





Stampa l'articolo



Invia ad un amico



Indietro




Un passaggio del dibattito





Avv. Giovanni Casucci












Un passaggio del dibattito






Avv. Giovanni Casucci






Giuseppe Sala e Giovanni Casucci






Carlo Guglielmi